Per amore i due fuggirono e si nascosero tra i boschi della Liguria, vivendo per anni come semplici carbonai. Finché un giorno Aleramo, tornato in armi a combattere per l’imperatore, si distinse a tal punto da essere riconosciuto. Ottone non solo perdonò i due innamorati, ma volle ricompensare quel cavaliere valoroso: gli avrebbe donato tutte le terre che fosse riuscito a percorrere a cavallo in tre giorni e tre notti.
Aleramo partì al galoppo tra colline e vallate. Durante la corsa il cavallo perse un ferro e lui, senza fermarsi a cercare un fabbro, lo ferrò con un mattone, che in dialetto si dice «mun». Da quel cavallo «ferrato con un mun» nacque, secondo la leggenda, il nome di Monferrato.
La storia, del resto, conferma che Aleramo è esistito davvero: nel 967 l’imperatore Ottone gli riconobbe queste terre, dando origine alla dinastia degli Aleramici. Il resto lo racconta il paesaggio, ancora oggi disegnato da quella corsa senza sosta.
